La diffusione delle applicazioni SaaS ha trasformato il dato in un asset distribuito e critico per la continuità del business.
In un contesto di minacce cyber avanzate e normative sempre più stringenti, la protezione dei dati non può più basarsi sulla sola disponibilità del servizio.
Ripensare il backup dei dati SaaS è oggi una decisione strategica di resilienza, rischio e governance.
Negli ultimi anni le organizzazioni hanno accelerato verso modelli SaaS‑driven, spostando dati e processi critici su piattaforme cloud che oggi costituiscono l’ossatura operativa del business. Soluzioni come Microsoft 365, Salesforce, Google Workspace non supportano più solo l’operatività quotidiana: abilitano direttamente continuità, produttività e valore economico.
Questa trasformazione, tuttavia, ha modificato in profondità il profilo di rischio aziendale. Il contesto attuale è caratterizzato da minacce cyber sempre più sofisticate, incidenti operativi con impatti sistemici e un rafforzamento significativo delle responsabilità normative e manageriali. CIO, CISO e Compliance Officer sono oggi chiamati a rispondere non solo di sicurezza tecnica, ma di resilienza operativa misurabile e dimostrabile.
In questo scenario emerge un punto critico, spesso sottovalutato a livello decisionale: la continuità del servizio SaaS non garantisce la continuità del dato. La reale capacità di proteggere, recuperare e dimostrare l’integrità delle informazioni è diventata un fattore determinante per la gestione del rischio, la compliance e la sostenibilità del business nel tempo.
Perché oggi il backup dei dati è diventato un tema critico
La trasformazione digitale ha spostato il baricentro dei dati aziendali fuori dal perimetro tradizionale, rendendoli:
- distribuiti su più applicazioni SaaS
- accessibili da utenti e dispositivi eterogenei
- soggetti a errori umani, attacchi cyber e cancellazioni accidentali
Secondo il modello di responsabilità condivisa, i provider SaaS garantiscono l’infrastruttura e l’uptime del servizio, ma la protezione, la retention e il recupero dei dati restano responsabilità dell’azienda cliente.
Questo significa che, in caso di perdita di dati, incidente di sicurezza o attacco ransomware, non esiste alcuna garanzia di ripristino completo se non è stata implementata una strategia di backup indipendente.
Backup on‑premise e backup cloud: cosa cambia davvero
Molte organizzazioni hanno affrontato il tema del backup adottando soluzioni cloud “tradizionali”, spesso come semplice estensione dei modelli on‑premise.
Il risultato? Una falsa sensazione di sicurezza.
Le differenze chiave oggi non sono solo tecnologiche, ma strategiche:
- Il backup on‑premise offre controllo diretto, ma soffre di limiti di scalabilità, complessità operativa e tempi di recovery elevati.
- Il backup cloud moderno, se progettato correttamente, abilita resilienza, rapidità di ripristino e compliance normativa.
Il problema è che non tutti i backup cloud sono uguali.
Le criticità più comuni del backup “tradizionale”
Molte aziende scoprono i limiti delle proprie soluzioni solo quando è troppo tardi:
- I provider SaaS non fanno backup dei dati dell’utente
Microsoft e altri hyperscaler raccomandano esplicitamente l’uso di soluzioni di backup di terze parti per proteggere i dati applicativi. - I backup non sono realmente immutabili
I ransomware moderni colpiscono direttamente i repository di backup, rendendo inutilizzabile l’ultima linea di difesa. - I costi crescono nel tempo
Retention limitate, costi di storage, tiering ed egress rendono difficile pianificare la spesa nel medio‑lungo periodo. - Il recovery è lento e complesso
In uno scenario di crisi, la capacità di ripristinare rapidamente i dati fa la differenza tra un incidente gestibile e giorni di fermo operativo.
Backup e compliance: cosa chiedono NIS2, DORA e GDPR
Oggi il backup non è più solo una best practice IT: è un requisito normativo esplicito.
NIS2 – La Direttiva NIS2 richiede misure concrete di gestione del rischio cyber e continuità operativa, includendo backup e disaster recovery come strumenti fondamentali, con evidenze verificabili di efficacia e test periodici.
DORA – Il Regolamento DORA impone alle organizzazioni finanziarie policy documentate di backup, ripristino rapido dei dati, segregazione degli ambienti e test sotto scenari di attacco cyber.
GDPR – Il GDPR richiede la tutela del dato personale lungo tutto il ciclo di vita, inclusa la capacità di recupero, la tracciabilità degli accessi e la chiarezza sulla localizzazione dei dati.
In sintesi: le aziende devono dimostrare controllo, resilienza e accountability.
Le best practice di una strategia di backup moderna
Per rispondere alle esigenze attuali, una strategia di backup efficace dovrebbe garantire:
- sovranità del dato, con piena visibilità su dove risiedono i backup
- indipendenza dagli hyperscaler, per ridurre il rischio di lock‑in
- immutabilità by design, per resistere ai ransomware
- retention e audit trail, per supportare compliance e audit
- ripristino rapido e granulare, per minimizzare downtime e impatto sul business
- costi prevedibili, senza sorprese nel tempo
Keepit: il backup SaaS progettato per l’era della resilienza
In un ecosistema sempre più SaaS‑centric, il backup deve evolvere da funzione tecnica a leva strategica di resilienza e compliance. Keepit è una piattaforma di protezione dei dati SaaS progettata nativamente per rispondere alle esigenze di sicurezza, governance e accountability delle organizzazioni moderne.
Grazie a un cloud proprietario e indipendente, con data center proprietari in Europa e senza sub‑processori, Keepit garantisce sovranità del dato e allineamento nativo a normative come GDPR, NIS2 e DORA. L’immutabilità by design protegge i backup da ransomware e manomissioni, mentre la replica geografica assicura disponibilità e integrità nel tempo.
La piattaforma copre i principali workload SaaS critici – tra cui Microsoft 365, Entra ID, Google Workspace, Salesforce e Jira – offrendo ripristini rapidi, granulari e indicizzati da un’unica console. Il modello di licensing, basato sugli utenti protetti, elimina le incertezze di costo grazie a storage e retention illimitati e all’assenza di costi di egress.
In questo modo, il backup dei dati SaaS diventa un pilastro concreto di resilienza operativa e controllo del rischio.
Con sede centrale a Copenaghen e uffici e data center distribuiti a livello globale, oltre quindicimila aziende si affidano a Keepit per la sua semplicità d’uso e per il backup e ripristino dei dati cloud senza sforzo.
Il ruolo di Akito
Akito affianca le aziende nella definizione di strategie di Data Resilience che vanno oltre la tecnologia, integrando sicurezza, compliance e continuità operativa.
Non si tratta solo di “fare backup”, ma di ridurre il rischio reale e dimostrare resilienza di fronte a incidenti sempre più complessi.
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